Giorno 17: Koya, sveglia buddista e partenza per Kanazawa


Ore 5.50, suona la campana del tempio. E’ il momento. L’alba è iniziata da poco e qualche luce si fa spazio nel buio notturno. E’ arrivato il momento di guardare la preghiera mattutina buddista. Eravamo all’incirca preparati a tutto ciò. Nel sito era specificato che avremmo dovuto partecipare a questa cerimonia, ed appena arrivati la ragazza addetta a registrare gli ospiti ci ha informati di tutto.

Certo, magari farlo per il giorno di Pasqua non era il top, ma è comunque un’esperienza.

L’aria era fredda. Nonostante il sole e le temperature spettacolari dei giorni precedenti faceva freddo anche con una felpa. Assieme ad altri ospiti del tempio (almeno nel nostro periodo ci sono stati davvero tanti stranieri) abbiamo cercato il luogo dove si teneva la preghiera. Poi ci siamo messi in ginocchio ed abbiamo aspettato.
Il rito è originale e mistico, differente (ma non troppo) dal metodo cristiano di pregare, sebbene si possano comunque trovare punti di contatto nei metodi.
E’ un’esperienza che consigliamo anche se non è adatta a tutti. Ad un certo punto ci siamo anche sentiti imbarazzati, e non a tutti noi è piaciuta totalmente, quindi pensateci e decidete tutti assieme se volete fare una cosa così.

Poi nuovamente colazione (e chili di pietanze sempre più strane! 🙂 ) e poi finalmente ci siamo preparati per andare a Kanazawa.

Il Ryokan da noi scelto era semplice ed economico, e la città era un intero specchio d’acqua. Ovunque trovavamo fiumiciattoli o metodi artificiali per usare l’acqua. Un’idea semplice ma davvero originale. Kanazawa è una città grande poco più di Firenze, ma si respira ovunque aria di nuovo. L’architettura è spesso ricercata ed il solo benvenuto (anch’esso fatto con l’acqua) è una buona sintesi del connubio tra innovazione e natura che troverete.

Nel primo (dei due) giorno abbiamo visto una casa antica di un Samurai. Bella e semplice, ed il 21st Century Museum. Il museo non ci ha emozionato troppo se non per un paio d’opere davvero belle. Una era una casa intera (ma davvero piccola), frutto di due artisti, e che poteva essere visitata anche da dentro e l’altra una piscina “magica”. Dall’alto vedevi infatti le persone camminare dentro la piscina. All’interno del museo potevi visitare anche quella stanza, facendo scherzi a quelli che ti osservavano da su.

Involontariamente poi siamo finiti nel Kenroku-en, il famoso giardino di Kanazawa. Non era nostra intenzione a dirla tutta, ma in quel periodo l’ingresso notturno era gratuito e vi garantiamo che ne vale la pena. Ma sul giardino torneremo nel giorno 18, visto che lo visiteremo in ogni dettaglio!

Foto giorno 17

Giappone: Giorno 17

Rispondi